Gruppo Archeologico Milanese


da Fragmenta numeroTRE gennaioduemilatre
MILANO RISCOPRE LA SUA ROTONDA
di Francesca Faccioli

Quante volte ci siamo chiesti, passando per la trafficata via Besana, cosa nascondesse il muro di quella Rotonda che prende nome dalla strada in cui sorge. E quante volte ci siamo affacciati curiosi alla porta d’ingresso, scoprendo una chiesa mai aperta e un ambiente un po’ trascurato?
Da ora non ci sono scuse per non conoscere la storia di questo monumento e non mancheranno le occasioni per entrare curiosi e scoprire al suo interno molto più di quello che è: infatti ai primi di novembre quella porta ha riaperto i battenti, dopo un restauro durato due anni che ha restituito a Milano la sua Rotonda, un nuovo spazio adatto ad accogliere esposizioni temporanee ed eventi di grande richiamo.
Il complesso della Rotonda di via Besana è costituito da un recinto di forma quadrata, che ha preso il nome di “Rotonda” in quanto gli angoli sono smussati da quattro grandi esedre (e quattro esedre più piccole rompono la linearità dei lati del quadrato) e dalla chiesa, a croce greca, che sorge al centro. La chiesa è sormontata da un elegante tiburio ottagonale, che ne nasconde la cupola. I bracci della croce greca sono a tre navate divise da colonne, che sostengono alte arcate. I capitelli che sovrastano le colonne sono decorati con piccoli teschi, che ricordano l’originaria destinazione cimiteriale della chiesa.
La costruzione di questo complesso infatti iniziò nel 1700, quando il Capitolo dell’Ospedale Maggiore di Milano decise di dotarsi di un vero e proprio cimitero (fino ad allora i defunti venivano semplicemente avvolti in sudari e posti nei sotterranei della Ca’ Granda), incaricando l’ingegner Attilio Arrigoni della costruzione della chiesa (S. Michele ai Nuovi Sepolcri): il nome richiama da vicino sia la destinazione ad area cimiteriale, sia il carattere di novità nei metodi di sepolturarispetto al passato. La chiesa venne consacrata nel settembre dello stesso anno, mentre nel 1713 Francesco Raffagno iniziò la costruzione del recinto porticato (realizzato per ospitare altre sepolture), portato a termine nel 1725.
Quando l’imperatore asburgico Giuseppe II proibì le sepolture all’interno della città (intorno al 1780), il complesso perse il suo carattere cimiteriale e fu utilizzato come caserma fino al 1809. In quell’anno, su impulso del vicerè Eugenio de Beauharnais (figliastro di Napoleone Bonaparte e da quest’ultimo insignito della carica nel 1805, dopo la costituzione del Regno d’Italia), il Cagnola progettò di farne il famedio della città, vale a dire il “pantheon” destinato ad accogliere le sepolture dei cittadini illustri con funzione celebrativa; tale progetto non fu mai attuato e gli austriaci, di nuovo padroni della città, dal 1814 utilizzarono il complesso come magazzino militare.
La Rotonda di via Besana venne destinata a spazio destinato all’arte (in senso lato) quando tornò ad essere proprietà dell’Ospedale Maggiore, che la utilizzato in un primo momento come cronicario e  poi come pinacoteca (1857 – 1910). Nel 1939 il complesso di via Besana è entrato a far parte delle proprietà del Comune di Milano, che dal 1958 lo utilizza come spazio polifunzionale per esposizioni e iniziative di carattere artistico - culturale.
I lavori di restauro e risanamento conservativo, necessari dopo anni di incuria e piccoli interventi di ordinaria manutenzione, hanno coinvolto sia la chiesa che l’interno del porticato, con la precisa intenzione di renderli fruibili come nuovo spazio espositivo. Accanto ad azioni mirate all’illuminazione, l’impiantistica e la messa a norma di tutta la struttura per renderla adatta ad ospitare eventi artistici e manifestazioni culturali di ampio respiro, il restauro ha riportato alla luce alcuni dei caratteri originari del complesso (coperti da precedenti interventi): alcune porte sono tornate ad essere finestre, il color mattone che copriva le colonne è stato rimosso, per mettere in evidenza i conci in pietra intonacata e i sotterranei della chiesa (dove erano situate le originarie sepolture), ora consolidati nella struttura muraria, si rivelano uno spazio molto suggestivo e adatto ad ospitare esposizioni di piccole dimensioni.
La Rotonda è stata ufficialmente inaugurata con l’apertura della mostra “Napoleone e la Repubblica Italiana. 1802 – 1805” promossa dal Comune di Milano e organizzata dalle Civiche Raccolte Storiche in occasione del bicentenario della proclamazione della Repubblica Italiana (in realtà limitata territorialmente a quella che era stata la Repubblica Cisalpina) per riportare in vita l’atmosfera politica, artistica e culturale del triennio in cui Milano assunse la fisionomia di una vera capitale e in cui nacque l’idea moderna di Stato. La presenza del Presidente della Repubblica Italiana all’inaugurazione della mostra ha attirato le attenzioni di giornali e televisioni sul complesso di via Besana, che si impone così nel tessuto cittadino come struttura finalmente rimodernata e pronta ad ospitare, dopo questa esposizione, un ciclo dedicato ai pittori milanesi del ’900.