Gruppo Archeologico Milanese


da Fragmenta numeroUNDICI dicembreduemilacinque
ARCHEOLOGIA IN RETE
I MONUMENTI MILANESI
di Alberto Rovida

La divulgazione delle conoscenze sui patrimoni artistici nazionali è progredita di pari passo con la diffusione di Internet e la creazione di siti sempre più specializzati; se  provate a fare una ricerca su un monumento particolarmente celebre, come ad esempio, la Cattedrale di Chartres, potrete ottenere informazioni storiche e descrittive molto dettagliate sul sito del Comune e su quello dell’Ente del Turismo di Chartres, sul sito ufficiale della Cattedrale, sui siti dell’UNESCO, sul sito della congregazione religiosa di Notre-Dame de Chartres, su diversi siti istituzionali francesi e su decine di siti di associazioni, appassionati e cultori, anche esteri, di questo famoso monumento, mentre sul web inglese e tedesco sono già numerosi i siti dedicati a specifiche parti od oggetti, come statue, di pertinenza di monumenti o musei celebri. In attesa di avere anche noi un sito dedicato ad una vetrata del Duomo, proviamo in questo articolo a fare una rapida panoramica dei siti dei principali monumenti milanesi, limitandoci per ragioni di spazio, a quelli cosiddetti “ufficiali” ovvero di emanazione dell’ente che gestisce il monumento stesso.
Cominciamo, naturalmente, con il monumento milanese universalmente più conosciuto: il Duomo. Dal 15 dicembre sarà attivo www.duomomilano.com, il nuovo sito della Veneranda Fabbrica del Duomo e dunque, di una istituzione, come dice orgogliosamente il banner del sito, “costituita il 16 ottobre 1387 e ininterrottamente attiva” che va oltre il monumento, ma abbraccia tutte le attività e tutte le funzioni connesse alla sua gestione. Il sito è diviso in quattro sezioni: la prima (Duomo) dedicata al monumento con informazioni sulla visita e, sebbene un po’ succinte, sulla storia, divisa in periodi, della travagliata opera, la seconda al Museo, mentre la terza e la quarta sono due semplici pagine dedicate rispettivamente ai cantieri con le foto delle cave di Candoglia e all’Archivio dell’Opera.
Secondo i risultati di una recente indagine svolta tra i turisti stranieri, dopo il Duomo, il monumento milanese più conosciuto è il Teatro alla Scala. Il sito www.teatroallascala.org pur essendo ovviamente orientato principalmente a fornire informazioni al pubblico sui programmi della stagione teatrale, ci consente di avere informazioni anche sulla storia, relativamente giovane, del monumento e sull’annesso Museo del Teatro alla Scala.
Al terzo posto nella classifica di notorietà dei monumenti milanesi troviamo il Cenacolo Vinciano il cui sito www.cenacolovinciano.it presenta un approccio molto più orientato alla conoscenza dell’opera d’arte. Vi è una sezione dedicata alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie, una per il refettorio, una dedicata all’ultima Cena ed infine un’ultima sulla Crocifissione. Ogni sezione è suddivisa a sua volta in paragrafi che consentono un approfondimento della materia in linea con le esigenze del visitatore medio; per citare il dettaglio della sezione “Ultima Cena” troviamo informazioni  sui disegni preparatori,  sulle vicende storiche dell’opera, sull’ultimo restauro eseguito e una sintesi bibliografica. Apprezzabile la scelta dei links, che invece di indirizzare le priorità del visitatore-turista verso i rinomati (e costosi) ristoranti della zona, peraltro facilmente reperibili, lo invitano ad esplorare la Braidense o la Soprintendenza ai Beni Architettonici e al Paesaggio di Milano.
Al quarto posto nella classifica di notorietà troviamo, soprendentemente, la Stazione Centrale, forse troppo giovane per suscitare emozioni storiche e soprattutto archeologiche; comunque, per chi volesse saperne di più: www.milanocentrale.it.
Un altro posto importante tra i monumenti milanesi più famosi è occupato dalla storica Basilica di Sant’Ambrogio (santambrogio-basilica.it). Il sito è orientato prevalentemente a fornire indicazione sulle attività liturgiche e più in generale pertinenti all’ambito strettamente religioso tramite le sezioni “Parrocchia”,  “Sacerdoti”, “Canti ambrosiani” e “Liturgia Ambrosiana”, tuttavia le pagine dedicate al monumento (vi si accede dalla sezione “Basilica”) redatte a cura della Commissione Cultura forniscono una sostanziale informazione che va ad esplorare anche singoli particolari come i capitelli romanici oppure il Sigillo Tombale dell’Imperatore Ludovico II oppure il “fregio con putti vendemmianti”; tutte le cappelle sono singolarmente descritte e l’insieme si presenta più approfondito e curato rispetto ad altri siti.
Del Castello Sforzesco (www.milanocastello.it) abbiamo già avuto occasione di parlare nell’articolo sui Musei, che sono illustrati con una visita virtuale; per quanto riguarda il monumento questo sito, che si contraddistingue per una veste grafica molto sobria e gradevole, si limita però a fornire informazioni  storiche abbastanza sintetiche e conosciute, suddivise per periodi.
Tra altri monumenti milanesi, meno noti, ma che non ci sembra appropriato definire “minori”, spicca il sito della Parrocchia di Sant’Eustorgio che, accanto all’ampio spazio dedicato alle attività ecclesiastiche, ci fornisce informazioni storiche sulla celebre Basilica e una buona sezione dedicata al Museo con mappa cliccabile e percorso di visita guidato.
Cenni descrittivi su altri edifici storici milanesi si trovano, oltre che nei siti turistici in generale, anche nei siti ufficiali di alcune istituzioni ospitate nei monumenti come, ad esempio, l’Università Statale che dedica uno spazio di visita alla sede della Ca’ Granda con disponibilità di schede multimediali oppure il sito del Comune che ci consente di effettuare una visita virtuale a Palazzo Marino; per quanto riguarda l’Abbazia di Chiaravalle si rimanda alla compagnia di Chiaravalle citata nell’articolo sulle associazioni storiche nel precedente numero di Fragmenta.
In sintesi come si deduce dalla breve rassegna il panorama sembrerebbe abbastanza vasto e ricco di informazioni ma in realtà la maggior parte dei siti sono visibilmente progettati per l’occhio del turista, magari anche un po’ frettoloso, e una navigazione a prima vista dà l’impressione di surrogati elettronici delle Guide Verdi Michelin, con lo svantaggio, rispetto alle pregevoli opere dell’editore francese, di non essere consultabili anche in loco. Si tratta prevalentemente di sintesi di fatti storici e mancano, rispetto ad esempi esteri, informazioni fruibili nell’ottica dell’appassionato di architettura o di archeologia, sebbene la storia di questi monumenti sia ampiamente ricostruita anche sulla base di queste e altre discipline.
Una impostazione più ampia in questo senso, si trova in un sito ancora in fase di allestimento, di cui ci appropriamo nonostante la sua “extraterritorialità” perché relativo ad un monumento spesso incluso nei “grand tour” milanesi; è il sito della Certosa di Pavia (www.certosadipavia.com). Scopritelo voi stessi a cominciare dalla austera pagina iniziale, ma, per riallacciarci al discorso iniziale di questo articolo, Gian Galeazzo Visconti non avrebbe mai potuto immaginare di avere almeno tre siti dedicati al suo monumento, oltre ad un folto codazzo di pagine web occhieggianti tra pubblicità di ristoranti e locali notturni.